Al 41° del secondo tempo di Vicenza-Lecce, era uscito dal terreno di gioco in barella ed in lacrime, tra la disperazione di De Canio che già deve fare i conti con la rinuncia forzata allo squalificato Corvia per la stupidata commessa ad Ascoli. Adesso è pronto, Guido Marilungo, a scendere in campo per l'ultima gara stagionale, quella decisiva per il possibile grande salto: "Contro il Sassuolo – dice l'attaccante marchigiano – avrei giocato anche con una gamba rotta, mai mi sarei tirato indietro. Ci stiamo preparando bene – si legge sul sito ufficiale giallorosso – abbiamo a disposizione due risultati su tre ma vogliamo vincere per chiudere il campionato al primo posto, dopo essere stati in testa per sei mesi".
FUTURO - Comunque vada, Marilungo è stato indubbiamente protagonista di una splendida annata nel Salento. Impiegato per 34 volte, il giovane attaccante di proprietà sampdoriana è andato a segno in 13 occasioni, realizzando, tra l'altro, una tripletta il 19 marzo contro la Reggina. Proprio contro i calabresi nella scorsa stagione e con la maglia blucerchiata, Marilungo aveva siglato una rete delle tre totali da lui segnate in serie A: "Devo ammettere che mi sono divertito – confessa – soprattutto da gennaio in poi. Il mio futuro? Penso solo a vincere la prossima gara e a festeggiare. Poi si vedrà".
TORNA GIACOMAZZI - Intanto la squadra di De Canio prosegue a porte chiuse la preparazione della delicata partita contro il Sassuolo di Stefano Pioli. Rientrerà dalla squalifica capitan Giacomazzi, così come ritornerà a disposizione il giovane Bertolacci dopo aver vestito la maglia azzurra della rappresentativa Under 19. Fuori dai giochi Corvia, squalificato, e Mesbah, riaggregatosi con la nazionale algerina che in Svizzera sta preparando i prossimi Mondiali di calcio sudafricani.
Marco Montagna - TMW
28 maggio 2010
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venerdì 28 maggio 2010
mercoledì 26 maggio 2010
Lecce-Sassuolo, assaltati i botteghini
Procede a gonfie vele la prevendita per Lecce-Sassuolo, ultimo turno di campionato che potrebbe assicurare ai salentini il salto diretto in serie A.
ASSALTO - Si segnalano file chilometriche presso le rivendite autorizzate, che, al termine della giornata di ieri, hanno già stampato 13.100 tagliandi. Esaurite la Curva Nord e la Tribuna Est Superiore. Contrariamente a quanto successo in occasione della gara contro il Cesena, la società di Via Templari non ha proseguito la strada dei forti sconti promozionali, che avevano contribuito a riempire numericamente gli spalti del Via del Mare quando le tribune furono gremite anche da tifosi occasionali e semplici curiosi. Di questo non sembra preoccupata la tifoseria più calda, che non vuole assolutamente mancare all'appuntamento con la possibile risalita in massima serie. Per le strade della città spuntano bandiere e vetrine addobbate, il morale tra i tifosi è comunque abbastanza alto, dopo qualche ingiustificato malumore in occasione dello scialbo pareggio di Vicenza.
PUNTO DI NON RITORNO - C'è speranza di ottenere senza troppi patemi quel punto contro il Sassuolo di Pioli, forse già proiettato mentalmente ai play-off che avranno inizio mercoledì 2 giugno. Con un punto, gli emiliani sarebbero matematicamente quarti in classifica, ottenendo così il privilegio di affrontare la quinta partendo da posizione di vantaggio. Il rammarico di poter perdere il primo posto assoluto, non toglie il sonno né ai sostenitori, né al difensore brasiliano del Lecce, Fabiano Medina da Silva: "Anche se contro il Sassuolo ci basterà un solo punto per essere matematicamente in serie A – ha dichiarato nella conferenza stampa di ieri - noi in questa settimana dobbiamo preparare al meglio la partita e dobbiamo scendere in campo con il miglior approccio possibile. Sarà fondamentale disputare una partita intelligente, evitando di rischiare il meno possibile. Il primo posto? Voglio come prima cosa ottenere la promozione. E' normale che ci farebbe enormemente piacere chiudere la stagione con il primato, ma la cosa principale è la serie A"
AL RIBASSO - Anche i bookmakers sono convinti che la gara del Via del Mare si concluderà con un pari. Attualmente, la Snai quota il nulla di fatto tra Lecce e Sassuolo a 1,15. Quote leggermente migliori (pur se di poco) quelle proposte da alcune agenzie di scommesse estere.
Marco Montagna / TMW
26 maggio 2010
ASSALTO - Si segnalano file chilometriche presso le rivendite autorizzate, che, al termine della giornata di ieri, hanno già stampato 13.100 tagliandi. Esaurite la Curva Nord e la Tribuna Est Superiore. Contrariamente a quanto successo in occasione della gara contro il Cesena, la società di Via Templari non ha proseguito la strada dei forti sconti promozionali, che avevano contribuito a riempire numericamente gli spalti del Via del Mare quando le tribune furono gremite anche da tifosi occasionali e semplici curiosi. Di questo non sembra preoccupata la tifoseria più calda, che non vuole assolutamente mancare all'appuntamento con la possibile risalita in massima serie. Per le strade della città spuntano bandiere e vetrine addobbate, il morale tra i tifosi è comunque abbastanza alto, dopo qualche ingiustificato malumore in occasione dello scialbo pareggio di Vicenza.
PUNTO DI NON RITORNO - C'è speranza di ottenere senza troppi patemi quel punto contro il Sassuolo di Pioli, forse già proiettato mentalmente ai play-off che avranno inizio mercoledì 2 giugno. Con un punto, gli emiliani sarebbero matematicamente quarti in classifica, ottenendo così il privilegio di affrontare la quinta partendo da posizione di vantaggio. Il rammarico di poter perdere il primo posto assoluto, non toglie il sonno né ai sostenitori, né al difensore brasiliano del Lecce, Fabiano Medina da Silva: "Anche se contro il Sassuolo ci basterà un solo punto per essere matematicamente in serie A – ha dichiarato nella conferenza stampa di ieri - noi in questa settimana dobbiamo preparare al meglio la partita e dobbiamo scendere in campo con il miglior approccio possibile. Sarà fondamentale disputare una partita intelligente, evitando di rischiare il meno possibile. Il primo posto? Voglio come prima cosa ottenere la promozione. E' normale che ci farebbe enormemente piacere chiudere la stagione con il primato, ma la cosa principale è la serie A"
AL RIBASSO - Anche i bookmakers sono convinti che la gara del Via del Mare si concluderà con un pari. Attualmente, la Snai quota il nulla di fatto tra Lecce e Sassuolo a 1,15. Quote leggermente migliori (pur se di poco) quelle proposte da alcune agenzie di scommesse estere.
Marco Montagna / TMW
26 maggio 2010
domenica 23 maggio 2010
Pari al "Menti", Vicenza e Lecce rimandano i festeggiamenti
Niente di fatto. Anche il secondo match-ball promozione è stato annullato, ma la serie A dista ormai solo un punto. Al "Menti", Vicenza e Lecce pareggiano a reti bianche rimandando così i rispettivi obiettivi ai 90' finali.
LECCE FLOSCIO - Avvio vibrante dei padroni di casa che però perdevano subito il loro uomo migliore Sgrigna, che dopo 6 minuti lasciava il terreno di gioco per un infortunio all’inguine. Al suo posto il giovane Misuraca, subito in mostra al 19’, quando produceva un assist d’oro per Di Matteo che da posizione invidiabile colpiva di testa ma non centrava lo specchio. Il Lecce era contratto e soffriva il dinamismo dei veneti. Salentini anche poco concentrati: al minuto 25 Vives stava per combinarla grossa, attardandosi su un disimpegno al limite dell'area e regalando il pallone a Rigoni che sfoderava un missile da fuori di rara potenza, stampatosi sulla traversa. Brividi per la capolista, tra le cui fila il solo Angelo sembrava essere il più propositivo, ma le sue incursioni non venivano adeguatamente sfruttate dai suoi compagni d'attacco, orfani di Corvia e con un Marilungo un po' in affanno. In mezzo al campo, pesava l'assenza di capitan Giacomazzi, Defendi non convinceva pienamente. In pieno recupero, la terza palla del vantaggio vicentino, ma Rigoni, dal dischetto, spediva fuori di testa. Lecce in empasse.
CRAC MARILUNGO - Con Brescia e Cesena in vantaggio sui rispettivi avversari, il Lecce necessitava della sola vittoria per staccare in anticipo il biglietto per la promozione. Ma la ripresa non si differenziava tanto dalla prima parte di gara, col Vicenza a fare la partita e gli ospiti a provare la ripartenza letale. Tant'è che la prima e unica occasione per i giallorossi la procurava Di Michele al 25', con un tiro al volo tanto estemporaneo quanto coraggioso, spizzicato da Russo in corner. Un minuto dopo, spunto di Angelo per la testa di Marilungo che da buona posizione sparava centralmente. I minuti finali non offrivano spunti interessanti con le due squadre che davano la sensazione chiara di accontentarsi di un pari. Tegola per De Canio, che probabilmente contro il Sassuolo dovrà fare a meno di Marilungo, uscito negli ultimi spiccioli di gara per un infortunio al ginocchio.
FINO ALLA FINE - Buona la gara del Vicenza, che ormai vede l'obiettivo salvezza sempre più vicino, favorito dal calendario che domenica la vedrà opposta alla Salernitana ormai retrocessa e allo sbando. Con il pari, anche il Lecce raggiunge l'obiettivo minimo, dichiarato sottovoce alla vigilia. Col punto conquistato al "Menti", la capolista si porta a 74, con due lunghezze di vantaggio sul Brescia (che domenica si recherà a Padova contro un avversario assetato di punti salvezza) e tre sul Cesena (ospite nell'ultimo turno al "Garilli" di Piacenza, per un derby scarno di significati solo per gli emiliani). Con un punto, Piazza Mazzini sfogherà quell'urlo strozzato in gola da ormai due settimane.
VICENZA-LECCE 0-0
VICENZA: Russo – Minieri, Martinelli, Giani, Brivio – Gavazzi, Rigoni, Botta, Di Matteo (45’st Ferri) – Bjelanovic (36’st Margiotta), Sgrigna (6’pt Misuraca). In panchina: Fortin, Minesso, Zanchi, Gatti. All. Maran.
LECCE: Rosati – Belleri, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Angelo, Vives, Munari – Defendi (38’st Mazzotta), Di Michele (46’st Bergougnoux), Marilungo (41’st Baclet). In panchina: Petrachi, Terranova, Schiavi, Loviso. All. De Canio.
ARBITRO: Rosetti di Torino
NOTE: Ammonito Rigoni nel Vicenza. Recupero: 2'pt, 4'st.
Marco Montagna - TMW
23 maggio 2010
LECCE FLOSCIO - Avvio vibrante dei padroni di casa che però perdevano subito il loro uomo migliore Sgrigna, che dopo 6 minuti lasciava il terreno di gioco per un infortunio all’inguine. Al suo posto il giovane Misuraca, subito in mostra al 19’, quando produceva un assist d’oro per Di Matteo che da posizione invidiabile colpiva di testa ma non centrava lo specchio. Il Lecce era contratto e soffriva il dinamismo dei veneti. Salentini anche poco concentrati: al minuto 25 Vives stava per combinarla grossa, attardandosi su un disimpegno al limite dell'area e regalando il pallone a Rigoni che sfoderava un missile da fuori di rara potenza, stampatosi sulla traversa. Brividi per la capolista, tra le cui fila il solo Angelo sembrava essere il più propositivo, ma le sue incursioni non venivano adeguatamente sfruttate dai suoi compagni d'attacco, orfani di Corvia e con un Marilungo un po' in affanno. In mezzo al campo, pesava l'assenza di capitan Giacomazzi, Defendi non convinceva pienamente. In pieno recupero, la terza palla del vantaggio vicentino, ma Rigoni, dal dischetto, spediva fuori di testa. Lecce in empasse.
CRAC MARILUNGO - Con Brescia e Cesena in vantaggio sui rispettivi avversari, il Lecce necessitava della sola vittoria per staccare in anticipo il biglietto per la promozione. Ma la ripresa non si differenziava tanto dalla prima parte di gara, col Vicenza a fare la partita e gli ospiti a provare la ripartenza letale. Tant'è che la prima e unica occasione per i giallorossi la procurava Di Michele al 25', con un tiro al volo tanto estemporaneo quanto coraggioso, spizzicato da Russo in corner. Un minuto dopo, spunto di Angelo per la testa di Marilungo che da buona posizione sparava centralmente. I minuti finali non offrivano spunti interessanti con le due squadre che davano la sensazione chiara di accontentarsi di un pari. Tegola per De Canio, che probabilmente contro il Sassuolo dovrà fare a meno di Marilungo, uscito negli ultimi spiccioli di gara per un infortunio al ginocchio.
FINO ALLA FINE - Buona la gara del Vicenza, che ormai vede l'obiettivo salvezza sempre più vicino, favorito dal calendario che domenica la vedrà opposta alla Salernitana ormai retrocessa e allo sbando. Con il pari, anche il Lecce raggiunge l'obiettivo minimo, dichiarato sottovoce alla vigilia. Col punto conquistato al "Menti", la capolista si porta a 74, con due lunghezze di vantaggio sul Brescia (che domenica si recherà a Padova contro un avversario assetato di punti salvezza) e tre sul Cesena (ospite nell'ultimo turno al "Garilli" di Piacenza, per un derby scarno di significati solo per gli emiliani). Con un punto, Piazza Mazzini sfogherà quell'urlo strozzato in gola da ormai due settimane.
VICENZA-LECCE 0-0
VICENZA: Russo – Minieri, Martinelli, Giani, Brivio – Gavazzi, Rigoni, Botta, Di Matteo (45’st Ferri) – Bjelanovic (36’st Margiotta), Sgrigna (6’pt Misuraca). In panchina: Fortin, Minesso, Zanchi, Gatti. All. Maran.
LECCE: Rosati – Belleri, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Angelo, Vives, Munari – Defendi (38’st Mazzotta), Di Michele (46’st Bergougnoux), Marilungo (41’st Baclet). In panchina: Petrachi, Terranova, Schiavi, Loviso. All. De Canio.
ARBITRO: Rosetti di Torino
NOTE: Ammonito Rigoni nel Vicenza. Recupero: 2'pt, 4'st.
Marco Montagna - TMW
23 maggio 2010
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giovedì 20 maggio 2010
Lecce: tifosi pronti, a Vicenza il secondo match-ball
Non sarà un esodo come quello di Ascoli, ma il popolo giallorosso non rinuncerà a rimettersi in marcia nemmeno questa volta. Domenica al "Menti" di Vicenza, il Lecce avrà il secondo match-ball promozione, dopo quello fallito venerdì scorso contro il Cesena.
VERSO IL PIENONE - In occasione della gara contro i salentini, la società biancorossa ha istituito l'iniziativa "Due per uno – Moltiplichiamo il nostro tifo" grazie alla quale i tifosi locali potranno acquistare due biglietti al prezzo di uno. La promozione, però, esclude i sostenitori ospiti che non potranno quindi goderne, al contrario di quel che accadde allo stadio "Del Duca" di Ascoli, un paio di settimane addietro. Serpeggia qualche malumore tra i tifosi del Lecce che seguiranno in Veneto la loro squadra anche a causa dell'esiguo numero di tagliandi (1300) loro riservati dalla società del patron Sergio Cassingena. Trasferta, che, tra l'altro, potrebbe essere l'ultima prima dell'entrata in vigore della "tessera del tifoso", aspramente criticata da larghe frange del tifo giallorosso. Ad ogni modo, i 1300 biglietti riservati al settore sono andati esauriti.
PARLA ZANCHI - Anche il Vicenza ha bisogno di punti per archiviare con un turno d'anticipo il discorso salvezza: "Certo che se il Lecce fosse arrivato a Vicenza con la promozione in tasca, sarebbe stato meno motivato – ha dichiarato al Giornale di Vicenza Marco Zanchi, capitano non giocatore della squadra veneta e assente per l'infortunio riportato proprio a Lecce, nella gara di andata – . La squadra di De Canio – aggiunge Zanchi - forse non è quella più forte del campionato, ma sicuramente è la più continua con un Di Michele in più che ha fatto la differenza. Nel calcio – conclude – nulla è scontato e sarà il campo a dare il verdetto. Certo, sereni non lo siamo, c'è una leggera ansia ma un po' di adrenalina va bene".
QUATTRO ASSENTI - Il Lecce prosegue la preparazione in vista della gara di domenica, in cui mancheranno sicuramente gli squalificati Corvia e Giacomazzi (assenti anche all'andata per lo stesso motivo) e i nazionali Mesbah e Bertolacci.
Marco Montagna - TMW
19 maggio 2010
VERSO IL PIENONE - In occasione della gara contro i salentini, la società biancorossa ha istituito l'iniziativa "Due per uno – Moltiplichiamo il nostro tifo" grazie alla quale i tifosi locali potranno acquistare due biglietti al prezzo di uno. La promozione, però, esclude i sostenitori ospiti che non potranno quindi goderne, al contrario di quel che accadde allo stadio "Del Duca" di Ascoli, un paio di settimane addietro. Serpeggia qualche malumore tra i tifosi del Lecce che seguiranno in Veneto la loro squadra anche a causa dell'esiguo numero di tagliandi (1300) loro riservati dalla società del patron Sergio Cassingena. Trasferta, che, tra l'altro, potrebbe essere l'ultima prima dell'entrata in vigore della "tessera del tifoso", aspramente criticata da larghe frange del tifo giallorosso. Ad ogni modo, i 1300 biglietti riservati al settore sono andati esauriti.
PARLA ZANCHI - Anche il Vicenza ha bisogno di punti per archiviare con un turno d'anticipo il discorso salvezza: "Certo che se il Lecce fosse arrivato a Vicenza con la promozione in tasca, sarebbe stato meno motivato – ha dichiarato al Giornale di Vicenza Marco Zanchi, capitano non giocatore della squadra veneta e assente per l'infortunio riportato proprio a Lecce, nella gara di andata – . La squadra di De Canio – aggiunge Zanchi - forse non è quella più forte del campionato, ma sicuramente è la più continua con un Di Michele in più che ha fatto la differenza. Nel calcio – conclude – nulla è scontato e sarà il campo a dare il verdetto. Certo, sereni non lo siamo, c'è una leggera ansia ma un po' di adrenalina va bene".
QUATTRO ASSENTI - Il Lecce prosegue la preparazione in vista della gara di domenica, in cui mancheranno sicuramente gli squalificati Corvia e Giacomazzi (assenti anche all'andata per lo stesso motivo) e i nazionali Mesbah e Bertolacci.
Marco Montagna - TMW
19 maggio 2010
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sabato 15 maggio 2010
Lecce, De Canio pone la fiducia: "Non sbaglieremo più"
La classica pena del contrappasso. Il gelo calato sul "Via del Mare" dopo l'uno-due del cesenate Malonga, ha ricordato il pomeriggio di quel 6 giugno 1999. Il Lecce di Nedo Sonetti preparava la festa per l'approdo in massima serie. Nel Salento si attendeva la visita del Pescara, quinto in classifica (a pari punti con l'Atalanta), che lottava per entrare nelle prime quattro posizioni utili per il salto in A. Il Lecce era terzo con quattro punti di buon margine su Pescara e Atalanta a 180' dalla fine. Alla guida della squadra abruzzese c'era un giovane allenatore che su quella panchina si stava togliendo delle belle soddisfazioni. Quel giovanotto, alla guida del Pescara era proprio Gigi De Canio. Il Pescara vinse uno a zero al Via del Mare e arrivò ad un soffio dalla promozione, ottenuta, invece, dal Lecce sul campo del Chievo all'ultima giornata. Che sia lo stesso copione?
CHI L'HA VISTO? - Deve essere stata una pena doppiamente crudele quella patita ieri sera dall'allenatore del Lecce. Una cornice di pubblico straordinaria sugli spalti del "Via del Mare" e un affetto sopito per quasi tutto l'anno ma esploso fragorosamente in una fresca serata di metà maggio, non sono stati sufficienti per spingere i giallorossi a conquistare matematicamente l'ottava promozione in serie A della loro storia centenaria. Pesa come un macigno, a dirla tutta, il rigore a favore del Lecce, visto da 60 mila occhi tranne quelli di arbitro e guardalinee. Ma la calma è la virtù dei forti e l'allenatore del Lecce ne ha da vendere.
FIDUCIA AD OLTRANZA - Calma e serenità motivata dalla buona prestazione dei suoi ragazzi per almeno 80 minuti, nei quali hanno controllato senza affanni le sfuriate degli ospiti sino al letale colpo di coda dei romagnoli nei minuti finali. E non potrebbe essere diversamente, avendo visto gli sguardi rabbiosi di Marilungo e Vives a fine partita, che sbraitavano per la voglia di giocare immediatamente la successiva sfida contro il Vicenza (in cui mancheranno Mesbah, in partenza con la nazionale, e capitan Giacomazzi che verrà squalificato): "Non ho motivo per essere scoraggiato dopo una partita del genere – ha detto mister De Canio nel dopogara -. Siamo stati penalizzati dagli episodi pur giocando una gara splendida. Abbiamo perso la seconda gara del girone di ritorno, ma raramente ne sbagliamo due di fila, non vedo perché dovremmo farlo proprio ora. Abbiamo pagato care delle distrazioni difensive, peccato aver rovinato la festa a tutta questa gente che era venuta ad incitarci. Sono rammaricato, ma vista la mia squadra oggi, sono allo stesso tempo molto fiducioso per le ultime due gare restanti. Non m'importa cosa farà il Brescia a Modena, il nostro obiettivo rimane il primo posto".
LECCE-CESENA 1-2
RETI: 7'pt Munari (L), 36'st e 38'st Malonga (C)
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Giacomazzi, Vives – Defendi, Di Michele (30'st Baclet), Marilungo. In panchina: Petrachi, Belleri, Mazzotta, Schiavi, Bertolacci, Bergougnoux. All. De Canio.
CESENA: Antonioli – Ceccarelli, Volta, Piangerelli, Lauro – Matute (31'pt Djuric), De Feudis, Giaccherini (40'st Petras) – Colucci – Greco (11'st Schelotto), Malonga. In panchina: Tardioli, Fonte, Giunchi, Segarelli. All. Bisoli.
ARBITRO: Bergonzi
NOTE: Spettatori 30mila, serata fresca e ventilata. Ammonito Giacomazzi (L). Recupero: 1' e 3'.
Marco Montagna - TMW
15 maggio 2010
CHI L'HA VISTO? - Deve essere stata una pena doppiamente crudele quella patita ieri sera dall'allenatore del Lecce. Una cornice di pubblico straordinaria sugli spalti del "Via del Mare" e un affetto sopito per quasi tutto l'anno ma esploso fragorosamente in una fresca serata di metà maggio, non sono stati sufficienti per spingere i giallorossi a conquistare matematicamente l'ottava promozione in serie A della loro storia centenaria. Pesa come un macigno, a dirla tutta, il rigore a favore del Lecce, visto da 60 mila occhi tranne quelli di arbitro e guardalinee. Ma la calma è la virtù dei forti e l'allenatore del Lecce ne ha da vendere.
FIDUCIA AD OLTRANZA - Calma e serenità motivata dalla buona prestazione dei suoi ragazzi per almeno 80 minuti, nei quali hanno controllato senza affanni le sfuriate degli ospiti sino al letale colpo di coda dei romagnoli nei minuti finali. E non potrebbe essere diversamente, avendo visto gli sguardi rabbiosi di Marilungo e Vives a fine partita, che sbraitavano per la voglia di giocare immediatamente la successiva sfida contro il Vicenza (in cui mancheranno Mesbah, in partenza con la nazionale, e capitan Giacomazzi che verrà squalificato): "Non ho motivo per essere scoraggiato dopo una partita del genere – ha detto mister De Canio nel dopogara -. Siamo stati penalizzati dagli episodi pur giocando una gara splendida. Abbiamo perso la seconda gara del girone di ritorno, ma raramente ne sbagliamo due di fila, non vedo perché dovremmo farlo proprio ora. Abbiamo pagato care delle distrazioni difensive, peccato aver rovinato la festa a tutta questa gente che era venuta ad incitarci. Sono rammaricato, ma vista la mia squadra oggi, sono allo stesso tempo molto fiducioso per le ultime due gare restanti. Non m'importa cosa farà il Brescia a Modena, il nostro obiettivo rimane il primo posto".
LECCE-CESENA 1-2
RETI: 7'pt Munari (L), 36'st e 38'st Malonga (C)
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Giacomazzi, Vives – Defendi, Di Michele (30'st Baclet), Marilungo. In panchina: Petrachi, Belleri, Mazzotta, Schiavi, Bertolacci, Bergougnoux. All. De Canio.
CESENA: Antonioli – Ceccarelli, Volta, Piangerelli, Lauro – Matute (31'pt Djuric), De Feudis, Giaccherini (40'st Petras) – Colucci – Greco (11'st Schelotto), Malonga. In panchina: Tardioli, Fonte, Giunchi, Segarelli. All. Bisoli.
ARBITRO: Bergonzi
NOTE: Spettatori 30mila, serata fresca e ventilata. Ammonito Giacomazzi (L). Recupero: 1' e 3'.
Marco Montagna - TMW
15 maggio 2010
giovedì 13 maggio 2010
Lecce, Semeraro: "Obiettivo primo posto"
Il presidente del Lecce Giovanni Semeraro è intervenuto durante la trasmissione televisiva "Il Graffio" di Telenorba, parlando del campionato di serie B che si sta per concludere e di quello che verrà nella prossima stagione.
IN ANTICIPO - "Dopo una retrocessione disastrosa, quest'anno avevamo fame di gol e di risultati – ha esordito il numero uno giallorosso, commentando la cavalcata sin qui trionfale della sua squadra – abbiamo giocato un torneo da protagonisti. Il contratto pluriennale di De Canio si può leggere nell'ottica di un progetto di medio termine, che prevedeva la risalita in serie A dopo almeno un biennio. Abbiamo abbreviato i tempi, il ritorno in A non era programmato per quest'anno, e dopo un avvio in sordina, abbiamo fatto tutto in fretta e direi che ci siamo riusciti bene".
PROGETTI - "Per l'anno prossimo stiamo già lavorando – aggiunge Semeraro, non senza un pizzico di dovuta scaramanzia – ma ancora non sappiamo se saremo in A o in B. Ora concentriamoci su questo torneo, il nostro obiettivo è conquistare il primo posto. Costruiremo una squadra degna di questo nome – prosegue -, potremo disporre degli importanti introiti relativi ai diritti televisivi anche se dovremo tener conto del bilancio deficitario di una costosissima stagione di serie B, come quella attuale. La serie A? Un lusso per una società come la nostra che quest'anno ha avuto pochissimi spettatori allo stadio e nemmeno uno sponsor principale sulla maglia. Il calcio di oggi ha costi eccessivi – conclude – bisognerebbe cambiare registro. Sono anni che proponiamo il "salary cap" (tetto massimo agli ingaggi, ndr), ma le società più potenti non vogliono porsi un freno agli investimenti, desiderando squadre sempre più competitive".
Marco Montagna - TMW
13 maggio 2010
IN ANTICIPO - "Dopo una retrocessione disastrosa, quest'anno avevamo fame di gol e di risultati – ha esordito il numero uno giallorosso, commentando la cavalcata sin qui trionfale della sua squadra – abbiamo giocato un torneo da protagonisti. Il contratto pluriennale di De Canio si può leggere nell'ottica di un progetto di medio termine, che prevedeva la risalita in serie A dopo almeno un biennio. Abbiamo abbreviato i tempi, il ritorno in A non era programmato per quest'anno, e dopo un avvio in sordina, abbiamo fatto tutto in fretta e direi che ci siamo riusciti bene".
PROGETTI - "Per l'anno prossimo stiamo già lavorando – aggiunge Semeraro, non senza un pizzico di dovuta scaramanzia – ma ancora non sappiamo se saremo in A o in B. Ora concentriamoci su questo torneo, il nostro obiettivo è conquistare il primo posto. Costruiremo una squadra degna di questo nome – prosegue -, potremo disporre degli importanti introiti relativi ai diritti televisivi anche se dovremo tener conto del bilancio deficitario di una costosissima stagione di serie B, come quella attuale. La serie A? Un lusso per una società come la nostra che quest'anno ha avuto pochissimi spettatori allo stadio e nemmeno uno sponsor principale sulla maglia. Il calcio di oggi ha costi eccessivi – conclude – bisognerebbe cambiare registro. Sono anni che proponiamo il "salary cap" (tetto massimo agli ingaggi, ndr), ma le società più potenti non vogliono porsi un freno agli investimenti, desiderando squadre sempre più competitive".
Marco Montagna - TMW
13 maggio 2010
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mercoledì 12 maggio 2010
Gallipoli, D'Odorico non ripiana, società verso il fallimento?
Il Gallipoli Calcio sembra ormai avviato al baratro. Secondo quanto riporta il sito internet del Nuovo Quotidiano di Puglia, l'assemblea straordinaria dei soci, tenutasi ieri sera, ha dato fumata nera. Il Presidente D'Odorico non avrebbe – si legge - dato disponibilità a ripianare i quasi 4 milioni di euro di buco finanziario, necessari per salvare la società. Di conseguenza, il custode giudiziario delle azioni del Gallipoli Calcio, Ivan Carpentieri, in virtù del decreto del GIP Ercole Aprile che invitava la società al risanamento a pena di fallimento, dovrebbe a breve formalizzare l'apertura della procedura fallimentare.
La decisione del presidente D'Odorico era già nell'aria, in seguito al pesante comunicato stampa rilasciato nelle scorse ore, in cui l'imprenditore friulano spara a zero, tra gli altri, sull'ex presidente Barba ("mi ha raccontato un sacco di frottole… gli chiederò danni morali e materiali"), sull'Amministrazione Comunale e le realtà locali ("nessuno ci ha aiutato… e poi hanno pure il coraggio di protestare") e sull'ex allenatore Beppe Giannini ("ha gravi responsabilità morali, tecniche ed organizzative, ha lasciato il Gallipoli sul più bello per paura di perdere la faccia ed i soldi con la retrocessione"). Unico apprezzamento, quello per l'attuale guida tecnica della squadra ionica, mister Ezio Rossi.
In tutta questa baraonda, le vittime di questa storia, ossia squadra e tifoseria, sembrano ormai navigare nello sconforto più assoluto.
Marco Montagna
mercoledì 12 maggio 2010
TMW
La decisione del presidente D'Odorico era già nell'aria, in seguito al pesante comunicato stampa rilasciato nelle scorse ore, in cui l'imprenditore friulano spara a zero, tra gli altri, sull'ex presidente Barba ("mi ha raccontato un sacco di frottole… gli chiederò danni morali e materiali"), sull'Amministrazione Comunale e le realtà locali ("nessuno ci ha aiutato… e poi hanno pure il coraggio di protestare") e sull'ex allenatore Beppe Giannini ("ha gravi responsabilità morali, tecniche ed organizzative, ha lasciato il Gallipoli sul più bello per paura di perdere la faccia ed i soldi con la retrocessione"). Unico apprezzamento, quello per l'attuale guida tecnica della squadra ionica, mister Ezio Rossi.
In tutta questa baraonda, le vittime di questa storia, ossia squadra e tifoseria, sembrano ormai navigare nello sconforto più assoluto.
Marco Montagna
mercoledì 12 maggio 2010
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Lecce, Corvia squalificato: stagione finita
La trionfante stagione 2009/10 di Daniele Corvia con la maglia del Lecce è finita al 94° di Ascoli-Lecce, giocata sabato scorso. Il Giudice Sportivo, infatti, ha squalificato per tre turni il bomber giallorosso (espulso contro i marchigiani) che di conseguenza dovrà saltare i restanti tre turni di campionato contro Cesena, Vicenza e Sassuolo.
PRONTO BACLET - Salvo che la società di Via Templari non presenti ricorso, il centravanti del Lecce chiude la stagione con 17 reti in 35 presenze. L'amarezza per non poter prendere parte al match più importante della stagione, è grande per l'ex empolese: "E' un vero dispiacere – dichiara in conferenza stampa ripresa dal sito ufficiale – non avevo nessuna intenzione di far male al mio avversario, ero in ritardo nell'intervento e per la foga di conquistare il pallone ho alzato il braccio". Mister De Canio dovrà quindi studiare delle soluzioni alternative da opporre alla squadra di Bisoli, miglior difesa del campionato ed in lotta, insieme a Lecce e Brescia, per la promozione diretta in serie A. Il sostituto naturale di Corvia è Alain Baclet, che non parte titolare dal derby di ritorno giocato contro il Gallipoli.
SALE LA FEBBRE - Intanto cresce l'attesa della tifoseria salentina che nelle ultime ore sta prendendo d'assalto le rivendite autorizzate per acquistare (a prezzi ridotti del 30%) i biglietti per la sfida promozione contro il Cesena. Sconfitta del girone d'andata a parte, proprio il Cesena rimanda alla mente ricordi agro-dolci per i tifosi del Lecce. Ferita ancora aperta quella dell'8 luglio 1987, allorchè i romagnoli s'imposero 2-1 nello spareggio promozione giocato a San Benedetto del Tronto. Di tutt'altro tenore la gara disputatasi il 15 giugno 1997, quando il Lecce, vincendo per 3-0 al "Manuzzi", festeggiò il ritorno in serie A con alla guida Giampiero Ventura.
Marco Montagna
TMW
11 maggio 2010
PRONTO BACLET - Salvo che la società di Via Templari non presenti ricorso, il centravanti del Lecce chiude la stagione con 17 reti in 35 presenze. L'amarezza per non poter prendere parte al match più importante della stagione, è grande per l'ex empolese: "E' un vero dispiacere – dichiara in conferenza stampa ripresa dal sito ufficiale – non avevo nessuna intenzione di far male al mio avversario, ero in ritardo nell'intervento e per la foga di conquistare il pallone ho alzato il braccio". Mister De Canio dovrà quindi studiare delle soluzioni alternative da opporre alla squadra di Bisoli, miglior difesa del campionato ed in lotta, insieme a Lecce e Brescia, per la promozione diretta in serie A. Il sostituto naturale di Corvia è Alain Baclet, che non parte titolare dal derby di ritorno giocato contro il Gallipoli.
SALE LA FEBBRE - Intanto cresce l'attesa della tifoseria salentina che nelle ultime ore sta prendendo d'assalto le rivendite autorizzate per acquistare (a prezzi ridotti del 30%) i biglietti per la sfida promozione contro il Cesena. Sconfitta del girone d'andata a parte, proprio il Cesena rimanda alla mente ricordi agro-dolci per i tifosi del Lecce. Ferita ancora aperta quella dell'8 luglio 1987, allorchè i romagnoli s'imposero 2-1 nello spareggio promozione giocato a San Benedetto del Tronto. Di tutt'altro tenore la gara disputatasi il 15 giugno 1997, quando il Lecce, vincendo per 3-0 al "Manuzzi", festeggiò il ritorno in serie A con alla guida Giampiero Ventura.
Marco Montagna
TMW
11 maggio 2010
domenica 9 maggio 2010
Lecce, manca un punto per la festa. De Canio: "Nervi saldi"
Dopo vent'anni e qualche giorno dalla prima e ultima affermazione salentina al "Del Duca", il Lecce batte 2-1 l'Ascoli e si prepara lo smoking per il gran galà di venerdì sera al Via del Mare. Basterà anche un pareggio contro il Cesena per ottenere la matematica promozione in serie A.
ESODO - La girata volante in pieno recupero di Marino Defendi, a digiuno di gol da settembre, ha regalato al suo Lecce tre punti ormai decisivi per il taglio del nastro, risolvendo una gara lottata centimetro per centimetro, quasi fosse un match di football americano. Osannato da tremila tifosi giunti nelle Marche dal Salento e da ogni parte d'Italia, la squadra di De Canio ha superato un Ascoli caduto con l'onore delle armi e che ha il merito di aver creduto fermamente nel sogno play-off, che non era proprio a portata di mano.
PORTIERI PROTAGONISTI - I bianconeri di Pillon interpretavano la gara in modo aggressivo, per togliere il fiato alla capolista e provare a colpirla in velocità. E per alcuni tratti di gara ci riuscivano. Oltre ad un gol (annullato per fuorigioco) di Sommese, i padroni di casa si rendevano pericolosi verso la mezzora quando Rosati sbagliava un'uscita. Poi lo stesso Rosati al 38' si faceva perdonare superandosi su un'incornata di Bernacci. Da parte sua, il Lecce non stava a guardare, sviluppando ripartenze letali sul trio Corvia-Marilungo-Di Michele, spesso e volentieri supportato dalle incursioni di Munari e Giacomazzi.
ALL'ULTIMO RESPIRO - Secondo tempo ancora più focoso. Lecce in vantaggio con un contropiede magistrale finalizzato da Daniele Corvia, al 17° centro stagionale, ben servito da Di Michele. Quando il profumo di A si faceva più intenso, un calo di concentrazione dei giallorossi permetteva il pareggio dell'ascolano Marco Bernacci, di testa. Gli ultimi minuti di gara ricordano il match tra Rocky Balboa e Apollo Creed: due pugili sfiniti che se le danno di santa ragione pur di vincere. Arrembaggio del bianconero Romeo al 40', contro-risposta di capitan Giacomazzi sull'altro fronte, super-Guarna sulla sua strada, così come super-Rosati si opponeva a Sommese a due dalla fine. Il jolly usciva fuori dal mazzo al 92'. Lo pescava Marino Defendi che al volo girava un cross di Munari mancato da Corvia in rovesciata. Una rete che faceva esplodere il settore ospiti del "Del Duca" e mandava nello sconforto i restanti: "Il gol che ho realizzato in pieno recupero – ha detto l'ex atalantino nella conferenza stampa ripresa dal sito ufficiale giallorosso - mi rende particolarmente soddisfatto perchè ci ha permesso di vincere e regalare una grande gioia ai nostri splendidi tifosi che ci hanno incessantemente incitato durante tutta la gara. Venerdì sera contro il Cesena ci sarà la gara decisiva. Mi aspetto uno stadio pieno e carico come noi".
ALTA CONCENTRAZIONE - Mantiene nervi saldi mister De Canio: "Abbiamo vinto una gran bella gara contro un avversario che merita più di quel che dice la classifica. Manteniamo la concentrazione alta per la partita contro il Cesena, al termine della quale faremo i conti. Noi giocheremo come sempre, divertendoci e rischiando per ottenere la vittoria. Sono molto contento – chiude - per il gol-vittoria di Defendi, perchè per il nostro centrocampista potrebbe rivelarsi molto utile dal punto di vista psicologico in questo finale di campionato'.
ASCOLI-LECCE 1-2
RETI: 21'st Corvia (L), 32'st Bernacci (A), 47'st Defendi (L)
ASCOLI: Guarna – Gazzola, Portin, Micolucci, Giallombardo – D'Agostino (13'st Romeo), Di Donato (17'pt Sommese, 48'st Tiboni), Amoroso, Luci – Antenucci, Bernacci. In panchina: Frezzolini, Ciofani, Silvestri, Mattila. All. Pillon.
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Giacomazzi (43'st Bertolacci), Vives – Di Michele (34'st Defendi), Marilungo (40'st Schiavi), Corvia. In panchina: Petrachi, Belleri, Mazzotta, Baclet. All. De Canio.
ARBITRO: Valeri di Roma
NOTE: Ammoniti Di Michele (L), Antenucci (A), Micolucci (A), Angelo (L), Defendi (L). Espulso al 49'st Corvia (L) per gomitata all'avversario. Rec. 2' e 4'.
Marco Montagna/TMW
9 maggio 2010
ESODO - La girata volante in pieno recupero di Marino Defendi, a digiuno di gol da settembre, ha regalato al suo Lecce tre punti ormai decisivi per il taglio del nastro, risolvendo una gara lottata centimetro per centimetro, quasi fosse un match di football americano. Osannato da tremila tifosi giunti nelle Marche dal Salento e da ogni parte d'Italia, la squadra di De Canio ha superato un Ascoli caduto con l'onore delle armi e che ha il merito di aver creduto fermamente nel sogno play-off, che non era proprio a portata di mano.
PORTIERI PROTAGONISTI - I bianconeri di Pillon interpretavano la gara in modo aggressivo, per togliere il fiato alla capolista e provare a colpirla in velocità. E per alcuni tratti di gara ci riuscivano. Oltre ad un gol (annullato per fuorigioco) di Sommese, i padroni di casa si rendevano pericolosi verso la mezzora quando Rosati sbagliava un'uscita. Poi lo stesso Rosati al 38' si faceva perdonare superandosi su un'incornata di Bernacci. Da parte sua, il Lecce non stava a guardare, sviluppando ripartenze letali sul trio Corvia-Marilungo-Di Michele, spesso e volentieri supportato dalle incursioni di Munari e Giacomazzi.
ALL'ULTIMO RESPIRO - Secondo tempo ancora più focoso. Lecce in vantaggio con un contropiede magistrale finalizzato da Daniele Corvia, al 17° centro stagionale, ben servito da Di Michele. Quando il profumo di A si faceva più intenso, un calo di concentrazione dei giallorossi permetteva il pareggio dell'ascolano Marco Bernacci, di testa. Gli ultimi minuti di gara ricordano il match tra Rocky Balboa e Apollo Creed: due pugili sfiniti che se le danno di santa ragione pur di vincere. Arrembaggio del bianconero Romeo al 40', contro-risposta di capitan Giacomazzi sull'altro fronte, super-Guarna sulla sua strada, così come super-Rosati si opponeva a Sommese a due dalla fine. Il jolly usciva fuori dal mazzo al 92'. Lo pescava Marino Defendi che al volo girava un cross di Munari mancato da Corvia in rovesciata. Una rete che faceva esplodere il settore ospiti del "Del Duca" e mandava nello sconforto i restanti: "Il gol che ho realizzato in pieno recupero – ha detto l'ex atalantino nella conferenza stampa ripresa dal sito ufficiale giallorosso - mi rende particolarmente soddisfatto perchè ci ha permesso di vincere e regalare una grande gioia ai nostri splendidi tifosi che ci hanno incessantemente incitato durante tutta la gara. Venerdì sera contro il Cesena ci sarà la gara decisiva. Mi aspetto uno stadio pieno e carico come noi".
ALTA CONCENTRAZIONE - Mantiene nervi saldi mister De Canio: "Abbiamo vinto una gran bella gara contro un avversario che merita più di quel che dice la classifica. Manteniamo la concentrazione alta per la partita contro il Cesena, al termine della quale faremo i conti. Noi giocheremo come sempre, divertendoci e rischiando per ottenere la vittoria. Sono molto contento – chiude - per il gol-vittoria di Defendi, perchè per il nostro centrocampista potrebbe rivelarsi molto utile dal punto di vista psicologico in questo finale di campionato'.
ASCOLI-LECCE 1-2
RETI: 21'st Corvia (L), 32'st Bernacci (A), 47'st Defendi (L)
ASCOLI: Guarna – Gazzola, Portin, Micolucci, Giallombardo – D'Agostino (13'st Romeo), Di Donato (17'pt Sommese, 48'st Tiboni), Amoroso, Luci – Antenucci, Bernacci. In panchina: Frezzolini, Ciofani, Silvestri, Mattila. All. Pillon.
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Giacomazzi (43'st Bertolacci), Vives – Di Michele (34'st Defendi), Marilungo (40'st Schiavi), Corvia. In panchina: Petrachi, Belleri, Mazzotta, Baclet. All. De Canio.
ARBITRO: Valeri di Roma
NOTE: Ammoniti Di Michele (L), Antenucci (A), Micolucci (A), Angelo (L), Defendi (L). Espulso al 49'st Corvia (L) per gomitata all'avversario. Rec. 2' e 4'.
Marco Montagna/TMW
9 maggio 2010
domenica 2 maggio 2010
Lecce, De Canio: "Ancora quattro punti ed è fatta"
Se la matematica ancora non si esprime, la logica invita a mettere lo spumante in freezer. Il Lecce rimonta l'Albinoleffe e scollina quota 70 a quattro giornate dalla fine. Per la sesta volta in campionato, la banda di De Canio ottiene il punteggio pieno dopo essersi trovata in svantaggio. Così successe anche contro Mantova, Reggina (sia all'andata che al ritorno), Padova e Grosseto.
Non è il solo dato che legittima il primo posto dei salentini, in vetta alla classifica da sei mesi e attualmente detentori del miglior attacco (63 centri) e del maggior numero di vittorie conseguite (19 in 38 giornate). Perché, contro l'Albinoleffe, si è vista ancora una volta una squadra di carattere che non si è demoralizzata dopo il vantaggio ospite segnato da Bombardini al 20' (lo stesso che con la maglia del Bologna punì il Lecce al Dall'Ara, stagione 2007/08, ndr), ma che con fiducia nei propri mezzi e con una condizione fisica confortante, nonostante il primo caldo salentino, ha saputo riprendere in mano una partita che quel vecchio volpone del Mondonico stava facendo sua.
A segno ancora loro, Marilungo e Corvia, veri trascinatori di una stagione che si appresta a passare agli annali con tutti gli onori del caso. Bene ha figurato l'Albinoleffe, soprattutto in avvio di partita e nella parte finale di gara, sfiorando il pari proprio all'ultimo respiro, quando il portiere di casa Rosati anticipava di un soffio Cellini, strozzandogli in gola l'urlo del pari.
A quattro tappe dalla fine, il "curvone" è ormai terminato e la meta, per i giallorossi, non dovrebbe essere più in dubbio. Si tratta solo di quantificare la manciata di punti che mancano al bagno collettivo nella fontana di Piazza Mazzini: "Per carattere – confessa De Canio in conferenza stampa – vivo le mie gioie piuttosto intimamente, ma certamente sono molto soddisfatto e consapevole di aver vinto contro un avversario che consideravo il più difficile di quelli che dovevamo ancora affrontare. Quanto manca alla promozione? Dobbiamo ancora giocare quattro partite – prosegue - e puntare al massimo dei punti disponibili. Per la matematica ne dovrebbero bastare quattro e sabato ad Ascoli affronteremo una squadra che, vincendo, si è rilanciata per i play-off. Siamo in testa da tanto tempo, l'obiettivo è di vincere il campionato chiudendolo al comando della classifica". Obiettivo che sembra essere proprio dietro l'angolo.
LECCE-ALBINOLEFFE 2-1
RETI: 20'pt Bombardini (A), 45'pt Marilungo (L), 14'st Corvia (L)
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Giacomazzi (32'st Mazzotta), Vives – Di Michele (30'st Schiavi), Marilungo (43'st Baclet), Corvia. In panchina: Petrachi, Belleri, Bertolacci, Bergougnoux. All. De Canio.
ALBINOLEFFE: Layeni – Luoni, Sala, Cioffi, Cristiano - Laner, Hatemaj, Passoni (25'st Bernardini), Foglio (20'st Garlini) – Bombardini (15'st Cellini) – Ruopolo. In panchina: Branduani, Maino, Geroni, Torri. All. Mondonico.
ARBITRO: Baracani di Firenze
NOTE: Spettatori 10 mila circa. Ammonito Ferrario (L). Recupero: 1' e 5'.
Marco Montagna - TMW
2 maggio 2010
Non è il solo dato che legittima il primo posto dei salentini, in vetta alla classifica da sei mesi e attualmente detentori del miglior attacco (63 centri) e del maggior numero di vittorie conseguite (19 in 38 giornate). Perché, contro l'Albinoleffe, si è vista ancora una volta una squadra di carattere che non si è demoralizzata dopo il vantaggio ospite segnato da Bombardini al 20' (lo stesso che con la maglia del Bologna punì il Lecce al Dall'Ara, stagione 2007/08, ndr), ma che con fiducia nei propri mezzi e con una condizione fisica confortante, nonostante il primo caldo salentino, ha saputo riprendere in mano una partita che quel vecchio volpone del Mondonico stava facendo sua.
A segno ancora loro, Marilungo e Corvia, veri trascinatori di una stagione che si appresta a passare agli annali con tutti gli onori del caso. Bene ha figurato l'Albinoleffe, soprattutto in avvio di partita e nella parte finale di gara, sfiorando il pari proprio all'ultimo respiro, quando il portiere di casa Rosati anticipava di un soffio Cellini, strozzandogli in gola l'urlo del pari.
A quattro tappe dalla fine, il "curvone" è ormai terminato e la meta, per i giallorossi, non dovrebbe essere più in dubbio. Si tratta solo di quantificare la manciata di punti che mancano al bagno collettivo nella fontana di Piazza Mazzini: "Per carattere – confessa De Canio in conferenza stampa – vivo le mie gioie piuttosto intimamente, ma certamente sono molto soddisfatto e consapevole di aver vinto contro un avversario che consideravo il più difficile di quelli che dovevamo ancora affrontare. Quanto manca alla promozione? Dobbiamo ancora giocare quattro partite – prosegue - e puntare al massimo dei punti disponibili. Per la matematica ne dovrebbero bastare quattro e sabato ad Ascoli affronteremo una squadra che, vincendo, si è rilanciata per i play-off. Siamo in testa da tanto tempo, l'obiettivo è di vincere il campionato chiudendolo al comando della classifica". Obiettivo che sembra essere proprio dietro l'angolo.
LECCE-ALBINOLEFFE 2-1
RETI: 20'pt Bombardini (A), 45'pt Marilungo (L), 14'st Corvia (L)
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Giacomazzi (32'st Mazzotta), Vives – Di Michele (30'st Schiavi), Marilungo (43'st Baclet), Corvia. In panchina: Petrachi, Belleri, Bertolacci, Bergougnoux. All. De Canio.
ALBINOLEFFE: Layeni – Luoni, Sala, Cioffi, Cristiano - Laner, Hatemaj, Passoni (25'st Bernardini), Foglio (20'st Garlini) – Bombardini (15'st Cellini) – Ruopolo. In panchina: Branduani, Maino, Geroni, Torri. All. Mondonico.
ARBITRO: Baracani di Firenze
NOTE: Spettatori 10 mila circa. Ammonito Ferrario (L). Recupero: 1' e 5'.
Marco Montagna - TMW
2 maggio 2010
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