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mercoledì 12 maggio 2010

Lecce, Corvia squalificato: stagione finita

La trionfante stagione 2009/10 di Daniele Corvia con la maglia del Lecce è finita al 94° di Ascoli-Lecce, giocata sabato scorso. Il Giudice Sportivo, infatti, ha squalificato per tre turni il bomber giallorosso (espulso contro i marchigiani) che di conseguenza dovrà saltare i restanti tre turni di campionato contro Cesena, Vicenza e Sassuolo.

PRONTO BACLET - Salvo che la società di Via Templari non presenti ricorso, il centravanti del Lecce chiude la stagione con 17 reti in 35 presenze. L'amarezza per non poter prendere parte al match più importante della stagione, è grande per l'ex empolese: "E' un vero dispiacere – dichiara in conferenza stampa ripresa dal sito ufficiale – non avevo nessuna intenzione di far male al mio avversario, ero in ritardo nell'intervento e per la foga di conquistare il pallone ho alzato il braccio". Mister De Canio dovrà quindi studiare delle soluzioni alternative da opporre alla squadra di Bisoli, miglior difesa del campionato ed in lotta, insieme a Lecce e Brescia, per la promozione diretta in serie A. Il sostituto naturale di Corvia è Alain Baclet, che non parte titolare dal derby di ritorno giocato contro il Gallipoli.

SALE LA FEBBRE - Intanto cresce l'attesa della tifoseria salentina che nelle ultime ore sta prendendo d'assalto le rivendite autorizzate per acquistare (a prezzi ridotti del 30%) i biglietti per la sfida promozione contro il Cesena. Sconfitta del girone d'andata a parte, proprio il Cesena rimanda alla mente ricordi agro-dolci per i tifosi del Lecce. Ferita ancora aperta quella dell'8 luglio 1987, allorchè i romagnoli s'imposero 2-1 nello spareggio promozione giocato a San Benedetto del Tronto. Di tutt'altro tenore la gara disputatasi il 15 giugno 1997, quando il Lecce, vincendo per 3-0 al "Manuzzi", festeggiò il ritorno in serie A con alla guida Giampiero Ventura.


Marco Montagna
TMW
11 maggio 2010

domenica 9 maggio 2010

Lecce, manca un punto per la festa. De Canio: "Nervi saldi"

Dopo vent'anni e qualche giorno dalla prima e ultima affermazione salentina al "Del Duca", il Lecce batte 2-1 l'Ascoli e si prepara lo smoking per il gran galà di venerdì sera al Via del Mare. Basterà anche un pareggio contro il Cesena per ottenere la matematica promozione in serie A.

ESODO - La girata volante in pieno recupero di Marino Defendi, a digiuno di gol da settembre, ha regalato al suo Lecce tre punti ormai decisivi per il taglio del nastro, risolvendo una gara lottata centimetro per centimetro, quasi fosse un match di football americano. Osannato da tremila tifosi giunti nelle Marche dal Salento e da ogni parte d'Italia, la squadra di De Canio ha superato un Ascoli caduto con l'onore delle armi e che ha il merito di aver creduto fermamente nel sogno play-off, che non era proprio a portata di mano.

PORTIERI PROTAGONISTI
- I bianconeri di Pillon interpretavano la gara in modo aggressivo, per togliere il fiato alla capolista e provare a colpirla in velocità. E per alcuni tratti di gara ci riuscivano. Oltre ad un gol (annullato per fuorigioco) di Sommese, i padroni di casa si rendevano pericolosi verso la mezzora quando Rosati sbagliava un'uscita. Poi lo stesso Rosati al 38' si faceva perdonare superandosi su un'incornata di Bernacci. Da parte sua, il Lecce non stava a guardare, sviluppando ripartenze letali sul trio Corvia-Marilungo-Di Michele, spesso e volentieri supportato dalle incursioni di Munari e Giacomazzi.

ALL'ULTIMO RESPIRO - Secondo tempo ancora più focoso. Lecce in vantaggio con un contropiede magistrale finalizzato da Daniele Corvia, al 17° centro stagionale, ben servito da Di Michele. Quando il profumo di A si faceva più intenso, un calo di concentrazione dei giallorossi permetteva il pareggio dell'ascolano Marco Bernacci, di testa. Gli ultimi minuti di gara ricordano il match tra Rocky Balboa e Apollo Creed: due pugili sfiniti che se le danno di santa ragione pur di vincere. Arrembaggio del bianconero Romeo al 40', contro-risposta di capitan Giacomazzi sull'altro fronte, super-Guarna sulla sua strada, così come super-Rosati si opponeva a Sommese a due dalla fine. Il jolly usciva fuori dal mazzo al 92'. Lo pescava Marino Defendi che al volo girava un cross di Munari mancato da Corvia in rovesciata. Una rete che faceva esplodere il settore ospiti del "Del Duca" e mandava nello sconforto i restanti: "Il gol che ho realizzato in pieno recupero – ha detto l'ex atalantino nella conferenza stampa ripresa dal sito ufficiale giallorosso - mi rende particolarmente soddisfatto perchè ci ha permesso di vincere e regalare una grande gioia ai nostri splendidi tifosi che ci hanno incessantemente incitato durante tutta la gara. Venerdì sera contro il Cesena ci sarà la gara decisiva. Mi aspetto uno stadio pieno e carico come noi".

ALTA CONCENTRAZIONE
- Mantiene nervi saldi mister De Canio: "Abbiamo vinto una gran bella gara contro un avversario che merita più di quel che dice la classifica. Manteniamo la concentrazione alta per la partita contro il Cesena, al termine della quale faremo i conti. Noi giocheremo come sempre, divertendoci e rischiando per ottenere la vittoria. Sono molto contento – chiude - per il gol-vittoria di Defendi, perchè per il nostro centrocampista potrebbe rivelarsi molto utile dal punto di vista psicologico in questo finale di campionato'.


ASCOLI-LECCE 1-2

RETI: 21'st Corvia (L), 32'st Bernacci (A), 47'st Defendi (L)
ASCOLI: Guarna – Gazzola, Portin, Micolucci, Giallombardo – D'Agostino (13'st Romeo), Di Donato (17'pt Sommese, 48'st Tiboni), Amoroso, Luci – Antenucci, Bernacci. In panchina: Frezzolini, Ciofani, Silvestri, Mattila. All. Pillon.
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Giacomazzi (43'st Bertolacci), Vives – Di Michele (34'st Defendi), Marilungo (40'st Schiavi), Corvia. In panchina: Petrachi, Belleri, Mazzotta, Baclet. All. De Canio.
ARBITRO: Valeri di Roma
NOTE: Ammoniti Di Michele (L), Antenucci (A), Micolucci (A), Angelo (L), Defendi (L). Espulso al 49'st Corvia (L) per gomitata all'avversario. Rec. 2' e 4'.



Marco Montagna/TMW
9 maggio 2010

domenica 2 maggio 2010

Lecce, De Canio: "Ancora quattro punti ed è fatta"

Se la matematica ancora non si esprime, la logica invita a mettere lo spumante in freezer. Il Lecce rimonta l'Albinoleffe e scollina quota 70 a quattro giornate dalla fine. Per la sesta volta in campionato, la banda di De Canio ottiene il punteggio pieno dopo essersi trovata in svantaggio. Così successe anche contro Mantova, Reggina (sia all'andata che al ritorno), Padova e Grosseto.

Non è il solo dato che legittima il primo posto dei salentini, in vetta alla classifica da sei mesi e attualmente detentori del miglior attacco (63 centri) e del maggior numero di vittorie conseguite (19 in 38 giornate). Perché, contro l'Albinoleffe, si è vista ancora una volta una squadra di carattere che non si è demoralizzata dopo il vantaggio ospite segnato da Bombardini al 20' (lo stesso che con la maglia del Bologna punì il Lecce al Dall'Ara, stagione 2007/08, ndr), ma che con fiducia nei propri mezzi e con una condizione fisica confortante, nonostante il primo caldo salentino, ha saputo riprendere in mano una partita che quel vecchio volpone del Mondonico stava facendo sua.

A segno ancora loro, Marilungo e Corvia, veri trascinatori di una stagione che si appresta a passare agli annali con tutti gli onori del caso. Bene ha figurato l'Albinoleffe, soprattutto in avvio di partita e nella parte finale di gara, sfiorando il pari proprio all'ultimo respiro, quando il portiere di casa Rosati anticipava di un soffio Cellini, strozzandogli in gola l'urlo del pari.

A quattro tappe dalla fine, il "curvone" è ormai terminato e la meta, per i giallorossi, non dovrebbe essere più in dubbio. Si tratta solo di quantificare la manciata di punti che mancano al bagno collettivo nella fontana di Piazza Mazzini: "Per carattere – confessa De Canio in conferenza stampa – vivo le mie gioie piuttosto intimamente, ma certamente sono molto soddisfatto e consapevole di aver vinto contro un avversario che consideravo il più difficile di quelli che dovevamo ancora affrontare. Quanto manca alla promozione? Dobbiamo ancora giocare quattro partite – prosegue - e puntare al massimo dei punti disponibili. Per la matematica ne dovrebbero bastare quattro e sabato ad Ascoli affronteremo una squadra che, vincendo, si è rilanciata per i play-off. Siamo in testa da tanto tempo, l'obiettivo è di vincere il campionato chiudendolo al comando della classifica". Obiettivo che sembra essere proprio dietro l'angolo.


LECCE-ALBINOLEFFE 2-1


RETI: 20'pt Bombardini (A), 45'pt Marilungo (L), 14'st Corvia (L)
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Giacomazzi (32'st Mazzotta), Vives – Di Michele (30'st Schiavi), Marilungo (43'st Baclet), Corvia. In panchina: Petrachi, Belleri, Bertolacci, Bergougnoux. All. De Canio.
ALBINOLEFFE: Layeni – Luoni, Sala, Cioffi, Cristiano - Laner, Hatemaj, Passoni (25'st Bernardini), Foglio (20'st Garlini) – Bombardini (15'st Cellini) – Ruopolo. In panchina: Branduani, Maino, Geroni, Torri. All. Mondonico.
ARBITRO: Baracani di Firenze
NOTE: Spettatori 10 mila circa. Ammonito Ferrario (L). Recupero: 1' e 5'.


Marco Montagna - TMW
2 maggio 2010

mercoledì 28 aprile 2010

Lecce, Giacomazzi: "Chevanton tornerebbe volentieri a Lecce"

Il capitano del Lecce Guillermo Giacomazzi, ha risposto nel pomeriggio ad alcune domande poste dagli spettatori di Lecce Channel.

"Il gol più importante realizzato quest'anno? E' stato quello segnato al Torino in pieno recupero, sentire esultare duemila tifosi leccesi all'ultimo minuto è stato davvero emozionante. Vucinic è il calciatore più completo con cui abbia giocato, ma Cimirotic era anche più forte tecnicamente e non ha potuto dimostrarlo per via dei gravi infortuni che ha subito. Il mio modello? Seedorf è il calciatore più forte che abbia affrontato durante la mia carriera. Chevanton? Tornerebbe volentieri a Lecce, lui è legatissimo a questa terra e potrebbe riscattarsi dopo una stagione difficile a Bergamo, dove non ha trovato tanto spazio. Oltre al Lecce, credo sia il Brescia l'altra candidata per la promozione diretta e anche il Cittadella sta facendo cose straordinarie. Il mio contratto? Ormai mi sento leccese a tutti gli effetti, se l'allenatore mi vorrà ancora, rimarrò qui a Lecce, dove vorrei finire la carriera".


Marco Montagna
TMW
28 aprile 2010

domenica 25 aprile 2010

Tre squilli di tromba, il Lecce vede la meta

Giù la maschera. Il Lecce, passando d'imperio al "Carlo Zecchini" di Grosseto, non si può più nascondere dietro ai numeri, alle scaramanzie di rito o alle parole sinora diplomatiche di mister De Canio. I salentini hanno risposto alla grande all'esame di maturità che li attendeva in Maremma. E, per parafrasare Claudio Ranieri, sono "alla fine del curvone", prima del rettilineo finale. Ed il traguardo è sempre più vicino.

Giacomazzi, Angelo e Corvia hanno posto il sigillo sui tre pesantissimi punti conquistati dalla banda di De Canio nella sfida contro un Grosseto che ha dimostrato di essere squadra tosta. Questa volta, gli spettri di un'ennesima rimonta subita svanivano a metà ripresa, quando Pichlmann spediva fuori un rigore che poteva riaprire la partita e cambiarla psicologicamente a favore dei toscani. La fortuna, in questo caso, è stata anche guadagnata col cinismo e la concretezza della capolista, che aveva fruttato le reti di Giacomazzi (dopo un brillante spunto di Di Michele sulla sinistra) e di Angelo (servito e riverito da un assist al bacio prodotto da Marilungo). La terza rete di Corvia, complice il portiere di casa Caparco, è servita solo a rimpinguare lo score del centravanti romano, che ha aggiunto la 15ª tacca sulla pistola.

"Se il Lecce è uscito da questo confronto tra gli applausi dello stadio "Zecchini", vuol dire che non è stato solo cinico, ma anche convincente, bello, pratico, efficace, solido ed attento". Gli aggettivi di De Canio riassumono in due righe il succo della partita, che ha lanciato i giallorossi a quota 67, a +6 dal Sassuolo e +7 da Cittadella e Brescia. Un vantaggio comodo da gestire con giudizio, a partire dalla prossima sfida con l'Albinoleffe di Mondonico: "Abbiamo offerto una prova da prima della classe – dichiara De Canio a fine gara - sul campo di una squadra che aveva realizzato ben 58 gol e alla quale abbiamo offerto un solo tiro nel corso del primo tempo ed un calcio di rigore nella ripresa. Non sono sorpreso della prova maiuscola dei miei ragazzi, questa vittoria ci deve infondere fiducia. Saremo arbitri del nostro destino".

Nota di merito per capitan Giacomazzi, non in perfette condizioni fisiche ma autore di una prova maiuscola impreziosita dal gol in spaccata che ha aperto le marcature. Rete che all'uruguaiano mancava da un girone esatto (28 novembre dell'anno scorso), quando una sua zampata decise la sfida dell'andata contro il Grosseto di Gustinetti.

IL TABELLINO di GROSSETO-LECCE 0-3

RETI: 39'pt Giacomazzi (L), 46'pt Angelo (L), 26'st Corvia (L)
GROSSETO: Caparco – Turati, Conteh, Melucci, Mora – Job, Consonni (18'st Vitiello), Carobbio - Vitofrancesco (6'st D'Alessandro), Esposito – Pichlmann (27'st Alfageme). In panchina: Aldegani, Fautario, Federici, Joelson. All. Sarri.
LECCE: Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Vives (40'st Belleri), Giacomazzi (32'st Bertolacci) – Di Michele (27'st Schiavi) – Marilungo, Corvia. In panchina: Petrachi, Defendi, Loviso, Baclet. All. De Canio.
ARBITRO: Rizzoli di Bologna
NOTE: Ammoniti Job nel Grosseto, Fabiano e Mesbah nel Lecce. Al 22'st Pichlmann (G) calciava a lato un rigore. Recupero: 1' e 2'.


Marco Montagna TMW
25.4.2010

Gallipoli, Ezio Rossi: "Lotteremo fino alla fine, adesso pensiamo al Toro"

Il Gallipoli batte la Salernitana per 3-2 e torna a sperare in una salvezza che, prima del posticipo tra Triestina e Modena, è lontana soltanto due lunghezze. Così il tecnico della formazione ionica Ezio Rossi a fine gara: "I problemi restano tanti ma questa vittoria fa bene al morale e ci spinge a lottare sino alla fine. Merito ai ragazzi, soprattutto a quelli che sono stati ai margini per buona parte della stagione come Depetris, Centi o Galeotti. Negli ultimi istanti di gara ci ho lasciato due anni della mia vita, forse da lassù i miei genitori mi hanno dato una mano, un pareggio sarebbe stato un tracollo. La prossima gara col Torino? Dobbiamo fare una partita gagliarda. Io e Scaglia siamo torinesi, magari i miei ragazzi mi facessero un bel regalo..."


Marco Montagna - TMW
25/4/2010

domenica 18 aprile 2010

Lecce-Brescia, le recriminazioni di De Canio e Iachini

Come spesso succede quando al Via del Mare s’incontrano Lecce e Brescia, anche nel big-match della 36ª giornata di serie B non sono mancati gol ed emozioni. Finisce in parità la sfida promozione tra i salentini e i lombardi, bravi nel recuperare un doppio svantaggio firmato dalle reti di Marilungo e Corvia.

A giochi fatti, il 2-2 finale è un risultato che alla vigilia non avrebbe sicuramente scontentato entrambe le concorrenti. Il Lecce mette così il segno di spunta su una difficile giornata, uscendo indenne contro le Rondinelle che puntavano ad accorciare, e di molto, le distanze. Lo stesso Brescia può trovare nuovo entusiasmo per essere riuscito a neutralizzare il pesante uno-due subito dopo soli 8 minuti di gara.

I salentini hanno di che recriminare, per non aver messo una pietra tombale sul risultato già al 19°, quando Marilungo si faceva ipnotizzare dal portiere ospite Arcari. E sull’altro fronte, proprio un infelice intervento del portiere di casa Rosati, dava il la alla rimonta della squadra di Iachini, prima con la rete di Taddei, poi con quella, notevole, di Possanzini allo scadere della prima parte di gara.

In attesa del posticipo tutto emiliano tra Piacenza e Sassuolo, Lecce e Brescia conservano comunque le proprie posizioni. La capolista mantiene un +5 proprio sulle Rondinelle e sul Cesena, che ha strappato un pari a Torino. Ma, un conto sono i freddi numeri, altro conto è il terreno di gioco. E di recriminazioni si parla in entrambe le compagini protagoniste del match del Via del Mare. Segno evidente che sia De Canio, sia Iachini, puntavano al colpaccio, altro che accontentarsi: “Volevamo disputare una grande gara e, nel complesso, ci siamo riusciti – dichiara l’allenatore dei lombardi in sala stampa -. Abbiamo avuto la forza di reagire dopo i due gol del Lecce e nel secondo tempo abbiamo anche segnato il terzo gol, ma l’arbitro ha visto un fuorigioco. Portiamo a casa questo pari – conclude Iachini - ottenuto contro un’ottima squadra, e giriamo pagina. Sono fiducioso, ci attendono 6 finali e dobbiamo prendere più punti possibili”.

Rabbia mascherata da rammarico anche per il tecnico leccese Gigi De Canio: “Ai miei ragazzi dico sempre che se si gioca con determinazione ed intensità, nella gran parte dei casi si viene premiati. Non può non esserci il rammarico per non aver sfruttato il doppio vantaggio e aver sfiorato il terzo gol. Accettiamo serenamente il risultato – prosegue – e se il Brescia reclama per un gol annullato per fuorigioco, noi potremmo anche rispondere che il loro primo gol è nato da una punizione inesistente e, per di più, battuta una ventina di metri più in là del dovuto. Mi preme comunque sottolineare – conclude De Canio – che il Brescia è la squadra più forte e completa del lotto delle pretendenti, accettiamo il pareggio in questo scontro diretto e voltiamo pagina continuando con fiducia su questi binari”.


IL TABELLINO DI LECCE-BRESCIA 2-2

RETI: 2'pt Marilungo (L), 8'pt Corvia (L), 31'pt Taddei (B), 42'pt Possanzini (B)
LECCE (4-3-3): Rosati – Angelo, Ferrario (40'st Terranova), Fabiano, Mesbah – Munari, Vives (37'st Bertolacci), Giacomazzi – Di Michele (30'st Defendi), Marilungo, Corvia. In panchina: Petrachi, Belleri, Bergougnoux, Baclet. All. De Canio.
BRESCIA (3-4-1-2): Arcari – Martinez, Mareco, Berardi – Zambelli (27'st Rispoli), Saumel, Budel, Dallamano - Baiocco (41'st Manzoni), Taddei (8'st Kozak) - Possanzini. In panchina: Viotti, De Maio, Lopez, Vass. All. Iachini.
ARBITRO: Russo di Nola
NOTE: Ammoniti Mareco (B), Saumel (B). Recupero: 1' pt e 5' st.


Marco Montagna
dom. 18/04/2010 1.24
tuttomercatoweb

domenica 11 aprile 2010

Lecce-Torino, De Canio: "Prova di maturità", Colantuono: "Niente drammi"

Il Lecce assesta la zampata, forse decisiva, per la conquista di uno dei due biglietti per il diretto che porta in serie A. Battuto 2-1 il Torino, grazie alle reti di un indiavolato Di Michele, e ad un rigore di Corvia. Bianchi, sempre dal dischetto, riaccendeva inutilmente le speranze di rimonta granata, nel recupero del primo tempo.

Tatticamente, i salentini impostavano la partita aggredendo le fasce, trasformate in piste di decollo da Mesbah, Marilungo, Angelo e Di Michele. Tant'è che già al minuto 11, la gara s'incanalava sul binario giallorosso, quando l'ex Di Michele ribatteva involontariamente un rinvio di Barusso, mandando il pallone alle spalle di Sereni. Una rete cercata, voluta e ottenuta con un pizzico di fortuna. Una rete che placava la sete di vendetta del Conte di Montecristo di Guidonia, protagonista, in campo, con una prova maiuscola e, fuori dal campo, di una polemica infinita verso la sua ex dirigenza.

La capolista raddoppiava poi al 37° con un rigore trasformato (due volte) da Corvia e il doppio vantaggio a metà gara sembrava il giusto risultato per quel che si era visto in campo. Ma in pieno recupero, il sig. Morganti concedeva, tra lo stupore generale, la massima punizione per un leggero intervento di Fabiano su Gasbarroni: 2-1, realizzava Bianchi.

Il Lecce non si faceva prendere dal panico e continuava a macinare gioco per buona parte della ripresa, calando fisicamente solo negli ultimi 15 minuti, in concomitanza con la miglior fase del Torino, rivitalizzato dagli ingressi di Pià e Arma. Ma alla fine, il fortino giallorosso teneva bene e incassava tre punti d'oro contro una diretta concorrente per la promozione.

"Abbiamo dimostrato di meritare la vittoria – esordisce l'allenatore del Lecce, Gigi De Canio – sia nel primo tempo, condotto a senso unico, sia nella ripresa, sfiorando più volte il terzo gol. Mi è piaciuto il modo intelligente con cui abbiamo interpretato la partita, una prova di maturità che ci ha permesso di superare un altro duro ostacolo e che mi lascia ben sperare per le restanti otto gare. Siamo consapevoli di essere i principali candidati alla promozione, ma c'è ancora tanto da fare e guai se il Lecce dovesse cambiare atteggiamento nelle prossime partite, perché correremmo dei brutti rischi".

Non fa troppi drammi il tecnico granata Stefano Colantuono: "Nella prima mezzora la mia squadra non mi è piaciuta. Troppi errori, forse dovuti anche al vento, ma ci siamo comunque mossi male. Poi ci siamo rimessi in piedi ma non siamo stati né bravi, né fortunati nel trovare la porta. Non direi che il Toro ha fatto troppo poco per pareggiare, non mi sembra che il Lecce, a livello di palle gol, abbia fatto molto più di noi. Venivamo da quattro gare vittoriose, ci può stare qualche passo falso. Il Lecce? E' da tanto tempo in testa alla classifica e mi sembra giusto così".


IL TABELLINO DI LECCE-TORINO 2-1

RETI: 11'pt Di Michele (L), 37'pt rig. Corvia (L), 46'pt rig. Bianchi (T)
LECCE (4-3-2-1): Rosati – Angelo, Ferrario, Fabiano, Mesbah – Munari, Vives (41'st Schiavi), Giacomazzi – Di Michele (35'st Belleri), Marilungo – Corvia (21'st Baclet). In panchina: Petrachi, Bertolacci, Loviso, Bergougnoux. All. De Canio.
TORINO (4-3-3): Sereni – D'Ambrosio, Loria, Ogbonna, Rubin – Barusso (36'st Arma), Colombo (15'st Gorobsov), Genevier – Leon, Gasbarroni (25'st Pià), Bianchi. In panchina: Morello, D'Aiello, Rivalta, Scaglia. All. Colantuono.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno
NOTE: Ammoniti nel Lecce: Mesbah, Giacomazzi e Di Michele; nel Torino: Loria, Rubin e Barusso. Recupero: 3' e 5'.


Marco Montagna
11.04.2010
TMW

domenica 4 aprile 2010

Roma, Vucinic: "Gol dedicato ai tifosi del Lecce"

Diciannovesimo minuto del primo tempo di Bari-Roma: verticalizzazione ispirata da capitan Totti per Luca Toni, imbucata dell'ex centravanti viola per Mirko Vucinic, che batte Gillet in uscita con un preciso rasoterra. Roma in vantaggio e gol che alla fine si rivelerà decisivo.

Per il centravanti montenegrino, nato calcisticamente a Lecce, una rete segnata al San Nicola di Bari, necessitava di un festeggiamento del tutto particolare. Ecco spiegata la lunga corsa dopo il gol, per cantare davanti alla telecamere il classico "Te Lecce simu simu", uno degli inni del popolo salentino. Queste le dichiarazioni rilasciate da Vucinic nel dopogara di Bari-Roma e riprese dai microfoni di Roma Channel:"Era una partita speciale per me perchè ho vissuto a Lecce per sette anni. I colori di Lecce e Roma sono identici, mi sembrava di giocare un derby. Dedico il gol a tutta la gente di Lecce. Tutte le grandi qui a Bari hanno faticato, sono tre punti importanti per noi, continuiamo così sperando di vincere più partite possibile".


Marco Montagna
TMW
4 aprile 2010

sabato 3 aprile 2010

Serie B: Lecce, che spreco! E il Torino si avvicina…

Non può essere contento il Lecce capolista per un punto colto al "Castellani" di Empoli. Ne è convinto anche mister De Canio, che stenta a nascondere l'amarezza del dopo-partita, in cui i rimpianti per la vittoria sfumata sono di gran lunga maggiori della soddisfazione per l'esser usciti indenni da una trasferta che alla vigilia si considerava da bollino rosso.

Sia chiaro, l'Empoli non ha rubato nulla, anzi. Ha avuto l'ostinazione di crederci, anche quand'era sotto di due gol, realizzati dai salentini nei primi venti minuti di gara. Una partita che si era messa su dei binari confortevoli per la capolista, che già all'8° di gioco aveva messo il muso avanti, grazie ad un contropiede magistrale ispirato da Di Michele e finalizzato da Angelo, al bis dopo il gol realizzato a Reggio Calabria due settimane fa. E a mandare in visibilio i rumorosissimi tifosi leccesi giunti in Toscana, ci avevano pensato al 18° i "romani de Roma" Bertolacci e Corvia, col primo, autore di un pregevole spunto sulla sinistra incorniciato con un assist del tipo "SDS" (solo da spingere) per l'ex empolese, che non si è fatto pregare per realizzare il 12° centro stagionale. Ottimo esordio dal primo minuto per il 19enne Andrea Bertolacci, che non ha fatto rimpiangere lo squalificato Vives.

Sullo 0-2, le sirene della serie A intonavano canti ammalianti per i giallorossi, che, però, dovevano fare i conti con l'infortunio di Di Michele e con le distrazioni della propria retroguardia, punita da un penalty trasformato da Eder per fallo di Rosati (che andava espulso e non solo ammonito) sullo stesso brasiliano. Nel finale di tempo, Corvia, egoista, provava la stoccata da posizione defilata e, sull'altro fronte, Coralli perdeva l'attimo buono sul filo dell'off-side.

Il Lecce sembrava più manovriero e padrone del gioco in avvio di ripresa, con Marilungo e Munari che alzavano di poco la mira e con Corvia che sprecava un contropiede d'oro al 16° vanificandolo con un destro flaccido e ignorando lo stesso azzurrino e Munari che attendevano solo di essere innescati verso la porta. Il break di Coralli al 14° è un lampo, i salentini continuano a macinare gioco e fiondate, ma la mira di Defendi al 19° era di un soffio troppo ottimista e poi ci pensava Stovini 5 minuti dopo ad intervenire su un tiro di Marilungo che aveva come destinazione finale il fondo del sacco.
Il finale, con il secondo gol, splendido, di Eder a 4 dalla fine, lascia rimpianti per aver fatto passare l'ennesima occasione per la stoccata decisiva.

Alla vigilia, i salentini non avrebbero negato una bella firmetta sul pari ad Empoli - dove ci avevano lasciato le penne tutti quanti, tranne Triestina, Sassuolo, Torino e Gallipoli -. A giochi fatti, si può parlare di due punti persi: "'L'esito della gara ha, per noi, il sapore della beffa – recita un deluso De Canio a fine gara –. Non ne parliamo, meglio spostare il discorso sul bel calcio che la mia squadra è stata in grado di offrire, costruendo tante azioni e realizzando due gol molto belli, confermando una buona condizione fisica e mentale. Ma il calcio è questo – continua il tecnico materano – si potrebbe dire che non mi ritengo pienamente soddisfatto della gara, ma mi limito a godermi la bella prestazione della mia squadra che ha legittimato il primo posto in graduatoria. Se continuiamo così – chiosa – in questo finale di stagione non dovremo incontrare particolari problemi". E sabato, il match contro il Torino, terzo in classifica e a 6 lunghezze dalla capolista, chiarirà molti dubbi sul discorso promozione.


Marco Montagna
TMW
03.04.2010